Fumetto per giovani lettori: quanto e come?

C’è un numero sufficiente di bambini che leggono fumetti, da garantire un futuro a questo linguaggio in Italia? Gli editori puntano seriamente su bambini, ragazzini e pre adolescenti, o si accontentano del pubblico di adulti e chi vivrà vedrà? Gli autori sono capaci di parlare efficacemente ai giovani e giovanissimi lettori, o riescono a farlo solo coi propri coetanei (ci sono quindi anche problemi di comunicazione e di linguaggio)? Sono abbastanza i fumetti “per famiglie”, quelli che si possono leggere a qualunque età e magari insieme? Quelli che ci sono funzionano, o in realtà parlano solo agli adulti?

Sono le (solite) domande gravi che pongo qui (come stimolo e come sfida) da ormai fin troppi anni. Le risposte, se ci sono, dovresti trovarle in edicola, in libreria, in rete. Le trovi? E come sono?

Ovviamente non è solo una questione di qualità (essere capaci di raccontare ai più giovani e avere da raccontare qualcosa che davvero vale la pena raccontare), ma, per la sopravvivenza del mezzo fumetto in Italia, è anche una questione di quantità (se son troppo pochi, l’estinzione comincia a farsi sentire nelle vicinanze).

Il terreno in cui pascolano i più giovani è sempre fertile, ma bisogna saperci piantare qualcosa, e quel qualcosa deve pure essere la cosa giusta. Mica facile. Non si va di conserva, anzi.
Bah, pazienza, se anche non ci fossero abbastanza fumetti italiani per i più giovani, ci saranno sempre quelli francesi, o di altra provenienza, no?” potrebbe cinicamente dire qualcuno. Vero. Anche se solo in parte, visto che non mi pare le edicole siano piene di periodici a fumetti (e con una sezione redazionale giornalistica all’altezza del compito) per i più giovani (cioè per il futuro della lettura in Italia), nonostante l’abbondante offerta d’oltralpe. Le riviste a diffusione di massa in edicola in Italia sono le solite, quindi forse non è questione di provenienza degli autori, ma di scelte editoriali dei gruppi più importanti. Ci saranno dei motivi, no?

Ci sono, eccome se ci sono, i motivi. Ci sono quelli ormai storici, che risalgono alla fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta del secolo scorso. E ci sono i motivi attuali che portano i grossi editori (quelli che potrebbero fare distribuzione di massa) a scegliere un target piuttosto di un altro. Sempre che scelgano il fumetto…

E il futuro? Il futuro sono sempre i più giovani. Solo che il futuro dei più giovani è (ancora e in parte) nelle mani dei meno giovani…

Temi affini a questi vengono affrontati nell’inchiesta di Luca Maragno su Best Movie, che fino a oggi ha trattato (l’indice lo trovi direttamente dalla fonte in coda):

Cinema e fumetti made in Italy: Tex batte Spiderman

Cinema e fumetti Made in Italy: chi sono i lettori di fumetti?

Cinema e fumetti made in Italy: il (falso) problema dell’internazionalità

Fonte: http://www.bestmovie.it/news/cinema-e-fumetti-made-in-italy-la-miniera-doro/586130/ http://www.bestmovie.it/news/cinema-e-fumetti-made-in-italy-la-miniera-doro/586130/

 

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C’è un numero sufficiente di bambini che leggono fumetti, da garantire un futuro a questo linguaggio in Italia? Gli editori puntano seriamente su bambini, ragazzini e pre adolescenti, o si accontentano del pubblico di adulti e chi vivrà vedrà? Gli autori sono capaci di parlare…
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