Jacobs e l’Alph-Art? Scoop! Si scopre che… la Trappola Diabolica, Picasso, Kliun e…

Scoop! L’esperto di Jacobs e Blake e Mortimer, Guido Vogliotti, ha appena pubblicato nella francofonia (sulla rivista Amis de Jacobs, dell’omonima associazione, numero 20-2016) questo interessante articolo in cui rivela… Beh, scoprilo tu stesso, qui su afNews.


In occasione di una mostra sull’arte dell’avanguardia russa tenuta a Torino,1 mi è capitato di vedere un disegno che mi ha subito colpito come un déjà-vu (fig. 1): dove avevo visto quell’oggetto? Era un disegno del pittore russo Ivan Kliun, intitolato “Schizzo per scultura volante”. Ma sì, mi ricordava gli oggetti volanti (i robot della polizia) che si vedono nella terza parte della Trappola Diabolica, avventura di Blake e Mortimer creata da Jacobs! (fig. 2). La somiglianza era assolutamente sorprendente, possibile che Jacobs avesse conosciuto questo pittore russo?

Fig. 1 – Ivan Vassilievič Kliun, Bozzetto per scultura volante, disegno, 1915.

Ivan Vassilievič Kliunkov, detto Kliun (1873-1943) fu un pittore, grafico e scultore dell’avanguardia russa suprematista e costruttivista. Se raffrontato a Malevič o Kandinsky è ben poco noto in Occidente. Inoltre, è poco probabile che opere minori come i suoi disegni abbiano avuto una diffusione all’epoca in cui Jacobs disegnava la sua storia, tanto più che questi schizzi erano conservati nella collezione privata di George Costakis, e rimasero nel suo appartamento di Mosca fino agli anni 70 del secolo scorso.

Fig. 2 – La trappola diabolica, tav. 49 v. 2.

In effetti, l’arte è pressoché assente nelle avventure di Blake e Mortimer; la serie si fonda essenzialmente sulla fantascienza e sull’archeologia. Nell’appartamento di Park Lane dove abitano Blake e Mortimer non si vedono quadri, solo antichità egizie, dell’America centrale, oppure arte etnica. Si direbbe che l’arte contemporanea non abbia mai interessato molto Jacobs. Del resto, la sua formazione artistica era piuttosto tradizionale, non ha mai ricercato la novità, l’avanguardia, cosa che invece faceva costantemente per la scienza e la tecnica.

D’altronde questa è una delle rarissime sue storie in cui l’arte figurativa trova spazio (seppur minimo) nel racconto.2 Non è molto evidente, ma ci sono tre vignette, nella tavola 29, in cui i muri della cripta visibili dietro a Mortimer sono decorati con disegni in stile cubista (fig. 3). Tuttavia, persino in questo caso l’arte è già archeologia, testimonianza di un tempo lontano e dimenticato (I muri sono decorati con affreschi mezzi erosi, ci dice il recitativo della vignetta 1). Mortimer dice : “Ma cos’è?!… un museo, un tempio…”. Nel contesto della cripta, questi disegni sono antichi, e possono apparire molto primitivi, anche infantili, proprio come sono primitive le pitture della Grotta di Lascaux. In effetti Jacobs confidava a Viviane Quittelier a proposito di questa avventura: “Quando vedevo l’evoluzione dell’arte, che si trattasse di pittura, architettura, o anche negli scenari dell’opera, tutto si riduceva alle espressioni più elementari”.3 Jacobs vede il futuro come decadenza della nostra civiltà, e ciò si riflette nella lingua come nell’arte. I sotterranei hanno conservato le vestigia di questa civiltà perduta. La cripta del LI secolo raccoglie oggetti del XX-XXI secolo (una metropolitana, delle tubature, una monorotaia, una capsula spaziale, un reattore nucleare, armi, rifugi antiatomici) e anche l’arte del XX secolo.

Fig. 4 – Picasso, Guernica (1937)

Ma ancora una volta Jacobs non inventa nulla: questo affresco che intravediamo non è uno scarabocchio nato dalla fantasia di Jacobs, ma a ben guardare si può riconoscere una fedele riproduzione della famosissima Guernica di Picasso (fig. 4). Il quadro di Picasso è in uno stile cubista e espressionista che, anche se ispirato alla Strage degli Innocenti di Guido Reni e di Nicolas Poussin, è altrettanto vicino alla pittura primitiva, cosa che ben si presta all’intento di Jacobs. E in questo senso, la scelta di Guernica di Picasso non è forse casuale. Il tema di questo quadro è la distruzione,4 che è proprio quanto possiamo vedere dappertutto nella cripta. Quindi, anche per un dettaglio al quale di certo ben pochi pochi lettori faranno caso, Jacobs ha uno scrupolo di realismo che conferma ulteriormente la sua tradizionale ossessione per il dettaglio.

Fig. 5 – Riproduzione di Guernica nelle gallerie del GRS (Sala ‘La Plage’)

Ma c’è di più! Una riproduzione di Guernica esiste davvero nel sottosuolo di Parigi, nelle gallerie del Grand réseau sud (GRS).5 Sotto alla rue Sarrette e dintorni si può vedere, nella sala chiamata ‘La Plage’, questa riproduzione di Guernica! (fig. 5).6 Certo Jacobs non poteva saperlo, questa riproduzione è molto più recente della sua storia.

In conclusione, se è poco probabile che Jacobs abbia conosciuto l’opera di Kliun, è ancora meno probabile che abbia conosciuto Solomon Borisovič Nikritin (1898-1965), altro pittore dell’avanguardia russa (scuola proiezionista) che ci ha offerto quello che potrebbe benissimo essere il prototipo del “cronoscafo” (fig. 6). Misteri jacobsiani!…*

Fig. 6 – Solomon Borisovič Nikritin, Composizione con sfera trasparente (tempera, metà anni 20)

* Ringrazio Gilles Thomas per avermi informato della presenza di una riproduzione di Guernica nelle sale sotterranee del GRS di Parigi.


1 Avanguardia Russa. Da Malevič a Rodčenko. Capolavori dalla collezione Costakis, Torino, Spazio mostre Polo Reale, 3 ott. 2014 – 15 feb. 2015.

2 Un altro caso è quello di S.O.S. Meteore : nell’appartamento del signor Henri (tavv. 40-41) si può ammirare tutta una collezione di arte cinese o giapponese (pitture, porcellane, paraventi ecc).

3 V. Quittelier, E.P. Jacobs. Témoignages inédits, St Egrève, Mosquito, 2009, p. 260.

4 Il quadro raffigura il bombardamento della città spagnola di Guernica da parte dell’aviazione tedesca nel 1937, ma ha una portata decisamente più universale; è un grido di dolore, una denuncia della violenza, dell’orrore, e della morte in rapporto alla guerra e alla distruzione.

5 Il Grand réseau sud (GRS) è una rete di gallerie sotterranee situate sotto il 5°, 6°, 14° e 15° arrondissement di Parigi. Si tratta di antiche cave collegate da gallerie realizzate dagli operai dell’Inspection des Carrières durante il XIX secolo. Oggi è molto frequentato dai cataphiles parigini.

6 La sala detta ‘La Plage’, una ex birreria ricavata in una vecchia cava, prende il nome dal tipo del suolo che qui si trova (una sabbia di riempimento), e contiene anche una riproduzione della Grande Onda di Kanagawa di Hokusai. Questi ‘affreschi’ sono riproduzioni recenti realizzate negli anni 80 del secolo scorso. A proposito della Guernica del GRS si veda all’indirizzo: ruedeslumieres.morkitu.org/apprendre/fresques/index_guernica.html

Per leggere l’articolo completo, click qui: Jacobs e l’Alph-Art? Scoop! Si scopre che… la Trappola Diabolica, Picasso, Kliun e…
Scoop! L’esperto di Jacobs e Blake e Mortimer, Guido Vogliotti, ha appena pubblicato nella francofonia (sulla rivista Amis de Jacobs, dell’omonima associazione, numero 20-2016) questo interessante articolo in cui rivela… Beh, scoprilo tu stesso, qui su afNews.

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Blake et Mortimer, Guido Vogliotti
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