C’è un Affare in edicola e si chiama Girasole!

Con L’Affare Girasole si entra in pieno nell’avventura di spionaggio. Lo spionaggio della guerra fredda, per la precisione, durante la quale non solo ci si batteva per il predominio scientifico (vedi l’astronautica), ma, ovviamente, per il predominio militare. Giochi di spie dappertutto, per sottrarre (o eliminare) formule, scoperte, cervelli…

E qual’è il “cervello” principale (per quanto buffo) tra gli amici di Tintin, se non il professor Trifone Girasole? Ovvio che le potenze contrapposte (qui Syldavia e Borduria, in rappresentanza dei rispettivi blocchi dell’epoca, USA-URSS) se lo disputino, con ogni mezzo, tanto da fracassare persino la copertina dell’albo!

Albo uscito nel 1956 (dopo la pubblicazione sul settimanale Tintin dal 22 dicembre 1954 al 22 febbraio 1956), ambientato sostanzialmente in Svizzera e… dintorni. A Hergé, fra l’altro grande appassionato di montagna, piaceva andare in vacanza in Svizzera (anche in Italia, per la cronaca: le Dolomiti, tanto per dire, per quanto riguarda la montagna, dove era stato già nel 1922 da scout – del mare italiano ho già parlato in altra occasione) e aveva base, in particolare, a Gland sul lago Léman. Rappresentare la Svizzera realisticamente in questa storia storia fu quindi del tutto naturale, e favorì in seguito il turismo fumettistico nei luoghi citati, fra cui l’Hotel Cornavin, dove Hergé era solito scendere.
Inoltre il bel Paese delle mucche, del formaggio, degli orologi a cucù, della cioccolata e delle banche, in quanto paese neutrale, era anche pieno di spie di passaggio, ottimo per questo racconto, che è zeppo di riferimenti realistici di svariato tipo, compreso un libro (vero) sulle famose “armi segrete” dei nazisti nella seconda guerra mondiale.

Inoltre compare in questo albo (tra gli altri) un nuovo personaggio italiano, il milanese Arturo Benedetto Giovanni Giuseppe Pietro Arcangelo Alfred Cartoffoli sul quale non aggiungo altro per non toglierti il piacere di scoprirlo da solo leggendo l’avventura!


Il consueto piccolo estratto dalla ricca corrispondenza redazionale di quando ho dato il mio contributo per l’aderenza filologica della nuova edizione italiana con la bella traduzione di Giovanni Zucca:

Comincio dal fondo, perché ci son cose che ricordo erano da sistemare.
 
62- vignetta 4: c’è un errore storico: la freccia della nuvoletta è sbagliata, dovrebbe puntare verso Haddock, invece fu disegnata per errore verso Girasole. La faccia di Girasole è assolutamente inadatta alla frase “Siamo salvi!”. Allora, o si inverte la freccia della nuvoletta, così, come avevo fatto per Casterman a suo tempo – e allora possiamo tradurre correttamente: “Siamo salvi, Trifone!” e “Salvi!”
altrimenti dobbiamo alterare la frase: “Siamo salvi?” e “Sì!”
Personalmente io preferirei correggere la grafica e usare Siamo salvi, Trifone. Lo abbiamo fatto, si può fare. Sarebbe una correzione “storica” che caratterizzerebbe la versione italiana nel mondo. ***
 
62- vignetta 9: “disertori” non mi piace molto. Si tratterebbe di profughi, a dirla correttamente… Io preferirei, come avevo fatto per Casterman a suo tempo: “Sicuramente borduri che fuggono dal regime… Poveracci! Saranno a pezzi!…” così manteniamo anche la gag (a pezzi).
 
44- va bene tradurre quella specifica pubblicità, perché è una gag, ma l’edicola la lascerei stare com’è: è “ambiente”. Per me va bene così.
64 – quella della scarlattina nella vignetta 12 è una nota canzone di Ray Ventura (1936 o giù di lì): http://www.youtube.com/watch?v=DtLdcIv3JzA – per questo nell’originale ci sono le note musicali. Ci sarà una versione italiana?… Sarebbe bello poter mantenere l’aggancio storico… E’ lo stesso cantante di Tutto va bene madama la marchesa: http://www.youtube.com/watch?v=EHRPwipKJA4 di cui, come abbiamo detto a suo tempo, c’è anche la versione italiana: http://www.youtube.com/watch?v=2A7VFKIOeUQ
Se almeno lasciassimo due notine, chiudendo la frase di Lampion con: “… come cantava…” invece di “come diceva”, ci potremmo conservare l’aggancio a una vecchia canzone. Che dici? 57- vignetta 6: Ci vorrebbe almeno un “Eh! Eh!” prima di “E’ proprio il caso di dirlo”, perché è una piccola gag, che fa riferimento al fatto che egli sa trattarsi di Girasole, cioè proprio lo scienziato che è stato sulla Luna. A suo tempo l’avevo tradotto con “Eh! Eh! Non sa quanto ci abbia azzeccato, signora!…” – è una strizzata d’occhio al lettore della serie, ovviamente.

Macelleria Senzoss: molto bene! Suggerirei però di scrivere “Senzos” con una sola esse (e sole 6 lettere), in modo che sia più facile fare il cambio scritte sul famoso furgoncino della macelleria (a pagina 15, per dire): da SANZOT a SENZOS c’est plus facile!
Con l’occasione rinnovo il mio apprezzamento per il lavoro di Giovanni!

Ciao Gianfranco,
Grazie per i tuoi commenti!
Ho girato allo studio tutte le modifiche richieste, l’unica correzione che che ho deciso di non fare se non ce ne sarà bisogno, sarà il cambiamento dalla Macelleria Senzoss a Senzos, per due motivi.
Senzoss con doppia S finale mi sembra più immediato e, inoltre, abbiamo già impaginato due storie in cui compare il nome della macelleria, vediamo se lo studio grafico ha problemi a inserire le due S finali, in caso di difficoltà lo toglieremo.

Intanto invece riflettevo sul film di Spielberg… Noi ci siamo fatti tanti scrupoli sui Lei e i Tu e i Voi… Poi arriverà il film, che è in inglese, e ci ritroveremo un doppiaggio in cui si daranno tutti, ma proprio tutti, del Tu, come d’uso coi film americani doppiati… O dovremmo forse sentire il doppiaggio francese? No, la gente in Italia sentirà solo il doppiaggio italiano… bah, vabbè, non importa. Tanto fumetto e film sono cose diverse. Nel frattempo sto già perdendo le bave per la statuetta in resina del capitano Haddock, in attesa di vedere anche le altre!… Peccato costino sempre cifre notevoli…

7- occhio che c’è un SerafinoLampion tutto attaccato, quando il Lampion si presenta.
7- ultima striscia: “Comode, ‘ste poltrone” – in originale è “potables”, il che lascia intendere il tono del Lampion, una cosa del tipo “Passabili, ‘ste poltrone”, che sarebbe meglio di “comode” (un complimento diretto), perché più nel carattere del personaggio.

8- C’è di nuovo un Anatole all’inizio e uno alla fine al posto di Anatolio.

15- C’è da staccare “mitto e zoscaè” – “mitto e zosca è”

18- occhio: “Fulmini! Ma è l’albergo dove va Trifone!” non va bene perché lascia intendere che Girasole abbia detto in che Hotel andrà, e il lettore NON troverà questa informazione nelle pagine precedenti: Girasone non ne ha parlato. In realtà l’originale chiarisce: “Fulmini! Ma è l’albergo dove va Trifone di solito!” – è quello dove va di solito quando va a Ginevra: per questo, e solo per questo, Haddock lo sa. In effetti, non è affatto la prima volta che Girasole va a Ginevra…

31- Haddock spruzza DDT anche all’elicottero… e si scusa per averlo fatto! Piccola doppia gag di passaggio. Per cui dovremmo sostituire “OH!… Ma è…” (che non avrebbe senso e infatti non fa ridere, perché tutti vediamo trattarsi di elicottero e capiamo l’equivoco in cui è caduto il capitano) con un più adatto “OH!… Scusi…” (che fa ridere, perché Haddock istintivamente si scusa, per la spruzzata di DDT, con un elicottero!).

32- Occhio – sostituire, a fine pagina, “Eccolo!” detto da Girasole, con “Il mio ombrello!” come nell’originale – Il lettore, rileggendo, dovrà rendersi conto che “Il mio ombrello!” era un indizio. Quindi deve esserci, anche se è ripetuto due volte nella vignetta precedente: non è casuale.

38- ulitma vignetta (bella la parlata del milanese!): Gira-o-sole-mio con la maiuscola (come nell’originale), così è lampante che ci si riferisce a Trifone.

46- Meglio che un pugno in occhio… E se, invece, ci mettessimo un “Meglio che la scarlattina, no?”, o “Sempre meglio che (prendere) la scarlattina, no?” così creiamo una aggancio alla gag di chiusura storia…

49- vignetta 9:  La vexata questio della cadenza bordura… I borduri NON sono tedeschi. Per capire come suona la loro parlata, dovremmo leggere il testo originale francese. Siamo vagamente in zona balcanica (poco più poco meno) tra Syldavia e Borduria e compagnia bella. Al di là del fatto che non staremo certo a riscrivere tutta la cadenza bordura a questo punto (sarebbe un lavoraccio per il povero Giovanni), ma comunque dovremo essere coerenti con quanto fatto nelle precedenti avventure ambientate in Syldavia (peraltro: abbiamo sempre scritto Sildavia o Syldavia?), e, in ogni caso, eviterei di scrivere Teufel! e manterrei l’esclamazione originale Priszty! che, come tutto il resto, ha un suo piccolo significato nascosto, documentato (trattasi della versione Bordura del francese Sapristi).
Tornando alla cadenza, io avrei evitato di calcare la mano con le K e le Z alla tedesca di “Vekkia tratizione…”. E’ più probabile che parlino con una cadenza vagamente più slava che non tedesca, vista la posizione geografica e il resto della lingua. Tuttavia sappiamo, dal punto di vista dell’ortografia, che il borduro è un mix di slavo e germanico (nella finzione – nella realtà è, come sempre una elaborazione slavizzata del Marollien di Bruxelles). Per quanto riguarda la pronuncia, invece, che dovrebbe essere affine all’ungherese, sia pure con un velo di polacco, per toglierci il dubbio dovremmo vederci il cartone belga dello scettro di Ottokar e/o quello dell’Affaire Tournesol…
Comunque, Teufel no – Priszty, sì.

Promemoria:
Ovunque richiesto, dagli articoli di giornale, al resto, compresa la capitale Szohod, in Borduria bisogna fare attenzione a non usare il semplice “ô”, ma si deve usare il simbolo speciale che è un simbolo inventato da Hergé che ricorda i BAFFI del dittatore Plekszy-Gladz! Lo si vede nella scritta dell’hotel, sulle automobili ecc.
Ecco qui, a pagina 49 nella versione italiana che avevo fatto per Casterman, il circonflesso borduro nei balloon nel nome della capitale, Szohod, e in quello dell’hotel Zsnorr ***
e ancora qui nel nome dell’hotel, e addirittura, a fine striscia, nella maniglia d’albergo (tutto ciò fa parte del culto della personalità legato al dittatore borduro, che ha i baffi fatti così) ***
Occhio: Colonnello Spankz?!? No, il colonnello si chiama Sponsz, che deve il suo nome al fiammingo spons, che significa spugna. Gentilmente rimettiamogli il suo nome originale, please. L’ho notato a pagina 54, ma va sistemato ovunque si trovi. Tenendo anche conto ce i nomi dei personaggi talora ricorrono di avventura in avventura. Ricordo inoltre che nomi, toponimi ecc. sono per la maggior parte derivati dal marollien o da giochi di parole intenzionali. Se non c’è un buon motivo, è meglio non cambiarli.
56- Occhio quando nell’originale la Castafiore chiama la sua domestica Irma – quando dice “Irmaaa!” dobbiamo anche in italiano allungare la “a”, perché internazionalmente indica un certo modo di chiamare. Ok? 🙂

Anche se non conosci il francese, ti consiglio vivamente di guardare avidamente almeno le figure di questo carnet in pdf dedicato al rapporto tra Hergé e la Svizzera – ci trovi anche le foto delle ambientazioni reali e chicche varie: https://fr.tintin.com/php/bookReader.php
Fonte: https://fr.tintin.com/books/show/id/205/0/la-suisse https://fr.tintin.com/books/show/id/205/0/la-suisse

Fonte: http://fr.tintin.com/albums/show/id/18/page/0/0/l-affaire-tournesol

http://fr.tintin.com/albums/show/id/18/page/0/0/l-affaire-tournesol

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Ovviamente copyright Hergé-Moulinsart e Rizzoli Lizard per quanto di competenza. Copyright Gianfranco Goria per le foto originali di GG. Voilà.

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Foto Gianfranco Goria dalla serie FumettoSuFumetto – Haddock investito su sfondo Blake e Mortimer

Per leggere l’articolo completo, click qui: C’è un Affare in edicola e si chiama Girasole!
Con L’Affare Girasole si entra in pieno nell’avventura di spionaggio. Lo spionaggio della guerra fredda, per la precisione, durante la quale non solo ci si batteva per il predominio scientifico (vedi l’astronautica), ma, ovviamente, per il predominio militare. Giochi di spie…
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