Tintin dalle Alpi al Tibet! Ma lo trovi in edicola…

E si arriva alla mitica avventura tibetana, quella in cui domina il bianco. Quella in cui il soggetto principale è l’amicizia. Quella in cui Hergé riversa i suoi incubi, le sue angosce, la sua trasformazione interiore. Quella in cui gli ostacoli non sono quelli cui eravamo abituati…

Questo episodio atipico, dove non troverai i grandi cattivi delle precedenti, ma altre Forze da affrontare con coraggio e determinazione, inizia sul settimanale Tintin il 17 settembre 1958 e termina il 25 novembre 1959, per poi trovare la sua collocazione libraria in albo nel 1960. Sono 63 tavole, per cui una dovrà essere sacrificata alle esigenze editoriali del libro: la tavola 37 e la 38 verranno unite, tagliando qualche vignetta. Ma non è l’unica modifica che verrà fatta nel passaggio all’albo cartonato. Hergé sarà costretto a modificare il nome della compagnia aerea dall’originario Air India (sintomo, peraltro, della precisa ricerca fatta dall’autore su voli e orari reali), con un inventato Sari Airways: l’Air India, infatti, non gradì essere associata a un disastro aereo, sia pure cartaceo. Se però guarderai con molta attenzione, vedrai che in una pagina è rimasta, piccola, la scritta Air India proprio sull’aereo che andrà a precipitare… Nessuno ci fece caso, all’epoca.

Eh, no, non è qui che intendo… cerca ancora.

L’albo è costellato di splendida grafica, con alcune vignette e scene che sono diventate oggetto di ammirazione a parte, trasformate poi in poster e serigrafie, offrendo il magico mix di estetica ed emozioni legate al racconto.

Come al solito cerco di non fare spoiler, nel caso che tu che leggi afNews sia una persona che non ha mai letto questa avventura. Se ne vuoi ne puoi trovare a bizzeffe altrove. Mi limiterò a dirti che qui ritroviamo l’amico cinese di Tintin (e di Hergé), Chang, che era apparso ne Il Loto Blu. E’ questo un racconto denso di contenuti interiori, che si palesano all’esterno attraverso il confronto con la natura, scritto da Hergé, soggetto a crisi depressive, in un periodo decisamente difficile. La separazione dalla prima moglie, con tutti i sensi di colpa legati anche alla rottura con i rigidi schemi morali nei quali l’autore era stato cresciuto, anzi, inzuppato fino al midollo, lo sconvolgono tanto da condizionarne pesantemente i sogni e il riposo. Sogni che convinsero il suo medico, il dottor Ricklin, a consigliargli di smettere di lavorare. Cosa ovviamente impossibile, all’epoca. Così l’ossessione del bianco dei suoi incubi, si riversa su Tintin e lo porta da una montagna all’altra, alla ricerca… Ma questo lo leggerai tu stesso. In premio avrai avventura, emozioni, sentimenti e gag fulminanti come quella col professor Girasole che… O quella con capitano Haddock che…

L’ambientazione tibetana è frutto di accurata ricerca iconografica e documentale, ci mancherebbe altro, eppure, nonostante tutto, ci sono errorucci sparsi qua e là. Niente che tocchi la narrazioni, per carità: semplicemente dei blooper per i ricercatori più attenti. Per esempio, il percorso che i nostri eroi fanno a Delhi  non potrebbero, nella realtà, averlo fatto nell’ordine in cui è proposto nelle tre ore di attesa tra un volo e l’altro. ma, se non te l’avessi detto, non te ne saresti reso conto, se non sei un abitante di Delhi… Parimenti potresti trovare architettura nepalese e tibetana precisamente riprodotte (anche da fotografie del famosissimo tibetologo italiano Giuseppe Tucci), ma collocate fuori luogo. Cosucce del genere insomma, divertenti da cercare, difficili da trovare senza aiuto. L’aiuto te lo offre Tintin a-t-il été au Tibet? di Ronald H. Poelmeyer per le edizioni Lambiek, dove puoi trovare anche le traduzioni delle scritte in cinese, hindi e tibetano, e persino… l’origine dei nomi (fittizi) delle località Wei-Pyiong, Poh-Prying e Khor-Biyong che, per quanto suonino tibetani, sono alcuni dei consueti inside joke di Hergé, svelati dall’autore stesso nella lettera con la quale rispose a Poelmeyer che gli aveva mandato il testo della sua puntuale ricerca su Tintin in Tibet. Origini belghe, naturalmente: Wépion è un borgo della provincia di Namen, Poperinge è nelle Fiandre, Corbion nelle Ardenne, non lontano da Bouillon.

Vale la pena di notare una cosa. Nei precedenti cicli delle avventure di Tintin, il nostro giovane eroe otteneva, di fatto, una “ricompensa” per i suoi sforzi: trovava un tesoro, risolveva enigmi, catturava furfanti, raggiungeva la Luna!… Fai attenzione a quale sarà la ricompensa (c’è, fidati, c’è) di questo episodio tibetano e capirai quanto profondamente Hergé stesso sia mutato, anzi, maturato, in quel periodo, portandolo da uno stile di vita a un altro.

L’avventura in Tibet pare sia quella che ha amato di più. Chissà. Certo è che è stata oggetto di molte attenzioni in seguito, compresa una mega mostra e la lettura divertita addirittura del Dalai Lama, come hai visto. E c’è anche chi si è divertito a ricreare, come fosse un originale concreto, la busta con la lettera dell’amico Chang!

Oh… molto, molto ci sarebbe ancora da dire! Dalle cose divertenti come trovare se esiste davvero la cittadina di Vargése col relativo Hôtel del Sommets, dove sono in vacanza Haddock e Tintin, dove andava in vacanza il Mahārāja di Gopal (La Valle dei Cobra, 1954, le avventure di Jo, Zette e Jocko) che però scendeva all’Hôtel des Neiges, dove andava in vacanza anche Hergé stesso, nella Alpi francesi… prova a cercarlo, quel paesino di montagna, oppure guarda questo mio precedente articolo che contiene ulteriori dettagli, molti altri dettagli, sia sulla lettera e i suoi francobolli, sia su Vargèse (inizialmente era Vargéze e “Vargèse suona decisamente come l’anagramma fonetico di Gervais”, disse il Goria illo tempore) e tutto il resto:
http://www.afnews.info/wordpress/2014/09/16/quale-il-limite-dellamicizia/

http://www.afnews.info/wordpress/2014/09/16/quale-il-limite-dellamicizia/

Ovviamente tutto è copyright Hergé-Moulinsart, va da sé, e Rizzoli Lizard quando è il caso..

Materiali di lavorazione per l’edizione italiana Rizzoli Lizard. Oggi l’ho tirata per le lunghe e nella sezione “materiali di quando ho lavorato all’aderenza filologica per la nuova traduzione italiana” basta così.

Altro ancora lo trovi qui, ma ci sono spoiler:
http://fr.tintin.com/albums/show/id/20/page/0/0/tintin-au-tibet

http://fr.tintin.com/albums/show/id/20/page/0/0/tintin-au-tibet

 

 

Per leggere l’articolo completo, click qui: Tintin dalle Alpi al Tibet! Ma lo trovi in edicola…
E si arriva alla mitica avventura tibetana, quella in cui domina il bianco. Quella in cui il soggetto principale è l’amicizia. Quella in cui Hergé riversa i suoi incubi, le sue angosce, la sua trasformazione interiore. Quella in cui gli ostacoli non sono quelli cui eravamo…
Tintin, Tintinologia
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