Annecy 2017. Loving Vincent. La poesia e la forza di un film su Van Gogh interamente dipinto a olio.

Martedi 13 giugno durante il secondo giorno del festival d’Annecy é stato proiettato in anteprima mondiale il lungometraggio polacco/ inglese  “Loving Vincent” di Dorota Kobiela e Hugh Welchman. Il primo lungometraggio animato fatto interamente con animazioni dipinte a olio.

Dorota Kobiela e Hugh Welchman alla presentazione.

Un film che ha richiesto sette anni di lavorazione e l’impegno di 125 artisti abili nel dipingere a olio nel fiammeggiante stile di Van Gogh.

La lavorazione si é divisa in due parti. La prima era costituita da un film girato dal vivo. La seconda nel ridisegnare al rotoscopio le scene filmate fotogramma per fotogramma per dipingerle trasformando i personaggi in quelli dipinti da Van Gogh immergendoli in scenografie prese dai suoi quadri.

L’effetto ottenuto é quello di entrare in un mondo meraviglioso fatto di pennellate vigorose o sottili di colori puri  in grado di trasmettere un’emozione fortissima che  lascia a bocca aperta lo spettatore dall’inizio alla fine.

La storia raccontata avviene dopo il suicidio di Vincent Van Gogh. La notizia arriva nella sua città natale suscitando poca sorpresa, per i suoi concitadini il pittore era un folle da tenere lontano, ma alcuni suoi amici ne sono addolorati. Tra questi il postino del paese, che non potendo lasciare il suo lavoro incarica il figlio di consegnare a Theo van Gogh l’ultima lettera che il fratello aveva scritto per lui.

Il giovane uomo accetta anche se, per quando conoscesse Vincent, non si era mai sentito suo amico.

Il viaggio verso Parigi, dove verrà a conoscenza che Theo é morto di tristezza pochi mesi dopo Vincent, e a Auvers- sur-Oise, dove il pittore visse l’ultima parte della sua vita, lo porteranno a scoprire la grandezza di un artista tormentato e la sua inconsolabile solitudine. Quello che era partita come un favore da fare al padre diventa una missione per scoprire la verità dietro un suicidio con troppi punti oscuri avvenuto non si sa dove e su cui ogni paesano da una versione diversa. Ricerca che lo porterà a riconsiderare la sua vita vedendo, nel tormento di Vincent e nella sua ostinazione nel provare il suo valore al mondo dipingendo di continuo opere d’arte che nessuno poteva capire, il riflesso della propria vita passata nella sensazione di non valere nulla.

Loving Vincent

L’uso emotivo della luce e dei colori, la capacità di utilizzare i quadri originali come fonti e inquadrature, la saggia decisione di fare le scene in flash back in uno stile differente e in bianco e nero per differenziarle da quelle tratte dai quadri (perche comprendendo Vincent non potevano riferirsi ai suoi quadri) mostrano una notevole abilità registica.

Alla fine della proiezione l’intera sala é esplosa in una Standing Ovation per Dorota Kobiela, l’autrice del film che, commossa, ha dedicato l’opera alla nonna, che l’aveva sempre sostenuta nella sua arte, e all’intera crew del film. Bravissimi artisti venuti in Polonia da tutto il mondo per dipingere permettendole di realizzare un’opera che da sola sarebbe stata impossibile fare.

Chi scrive spera che questa magnifica opera venga distribuita in Italia nei cinema senza limitarsi ai festival o alle rassegne cinematografiche.

Si tratta di uno di quei film che possono cambiare la vita e si dovrebbero mostrare nelle scuole.

 

 

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Martedi 13 giugno durante il secondo giorno del festival d’Annecy é stato proiettato in anteprima mondiale il lungometraggio polacco/ inglese  “Loving Vincent” di Dorota Kobiela e Hugh Welchman. Il primo lungometraggio animato fatto interamente con animazioni dipinte a…
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