Poetica e incisiva come un haiku: l’animazione di Eve Ceccarelli

Poetica e incisiva come un haiku: l’animazione di Eve Ceccarelli

Poetique et incisive comme un haiku: l’animation d’Eve Ceccarelli

Riprendiamo la rubrica “Lanterne magiche”, dedicata alle artiste del mondo dell’Animazione, di ieri e di oggi.

E’ la volta di una giovane regista e animatrice francese, Eve Ceccarelli, autrice di un notevole cortometraggio ispirato al disastro di Fukushima Dai-ichi.

(nota: il testo è proposto sia in originale che nella traduzione italiana realizzata dal Gatto)

Eve Ceccarelli è nata il 17 febbraio 1991, e ha iniziato lo studio dell’animazione frequentando a Parigi i corsi preparatori degli Ateliers de Sèvres, per poi iscriversi prima all’Ecole des Métiers du Cinéma d’Animation (EMCA) di Angoulème e quindi alla prestigiosa Ecole de l’image Gobelins, ancora a Parigi. Qui realizza insieme ad altri compagni di corso “Peste et Crouton” (presso lo studio Supamonks) e “Edgard”, il suo film di diploma.

Continua il proprio percorso formativo alla scuola di regia per l’animazione La  Poudrière, dove gira “Ou est passé l’Argent?” (1′), “Souris sous la pluie” (trasmesso da Canal J nel programma “Les Espoirs de l’Animation”), e soprattutto “Fukushima: 5 ans aprés” con cui culmina i propri studi. Da quel momento inizia a lavorare in proprio come animatrice 2D e storyboard-artist, sviluppando in parallelo i suoi prossimi personali progetti.

Née le 17/02/1991 Eve Ceccarelli a commencé ses études d’animation en classe préparatoire aux Ateliers de Sèvres avant d’entrer à l’EMCA à Angoulême. Ses études se sont ensuite poursuivies aux Gobelins où elle a coréalisé Peste et Crouton chez Supamonks et Edgard, son film de fin d’étude. Elle a continué sa formation à l’école de la Poudrière et a réalisé, “Ou est passé l’Argent?” (film d’une minute), Souris sous la Pluie (les Espoirs de l’animation, Canal J), et Fukushima, 5 ans après son film de fin d’étude. Depuis elle travaille en tant qu’animatrice 2D et storyboardeuse tout en développant ses prochains films.

FUKUSHIMA: 5 ans après di Eve Ceccarelli (2016)

In questa sede intendiamo concentrarci su “FUKUSHIMA: 5 ans après” (lett.: Fukushima 5 anni dopo), che abbiamo avuto la fortuna di poter vedere e che ci ha colpito per il pudore e la grazia con cui riesce a fornire un senso di speranza senza mai far dimenticare l’orrore accaduto, la cui ombra aleggia costante malgrado un’atmosfera apparentemente tornata quasi idilliaca.

Un personale suggerimento: per sperimentare cosa è stata, e in parte è ancora, Fukushima, recuperare assolutamente l’ipnotico lungometraggio “The Whispering Star” di Sion Sono, i cui esterni sono stati girati in gran parte nella regione di Fukushima, colpita dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Vi recitano le persone che vivono, oggi, in quei luoghi. Persone le cui abitazioni sono state distrutte o evacuate, che insistono a vivere lì dove sono le loro radici. Gli scenari delle sequenze non ambientate nello spazio sono le lande desolate della regione di Fukushima, con le loro abitazioni distrutte, i relitti delle barche ancora dispersi sulla terraferma.

Ma torniamo a noi: datato 2016, il corto è realizzato in animazione “tradizionale” a disegni animati e dura 4 minuti e 15 secondi. La sinossi è molto semplice: cinque anni dopo lo spaventoso tsunami e il terribile incidente nucleare che ha colpito la prefettura giapponese di Fukushima, per i suoi abitanti la vita continua, in un modo o nell’altro. Diretto dalla stessa Ceccarelli, il film beneficia dell’apporto di Mathieu Tiger (sound design) e di un ottimo cast di doppiatori autoctoni: Kengo Saito, Masato Matsuura , Yumi Catoire-Tomita, Asami Catoire-Tomita, Kahntalo Catoire-Tomita, Madame Urata, Toshiko Yasumoto, Shiho Kasahara , Kaori Bonté.

Fiche Technique :
Dessin animé/ Traditionnal animation.

Durée / Running time : 4 min 15

Tecnica: disegni animati / animazione tradizionale
Durata: 4′ 15″

Synopsis :
Cinq ans après l’accident nucléaire qui a touché la préfecture de Fukushima, la vie continue pour les habitants.
/ Five years after the nuclear disaster that hit the Fukushima prefecture, life goes on for the inhabitants.

Générique / crédits :

Regia: Eve Ceccarelli
Sound design : Mathieu Tiger
Doppiatori: Kengo Saito, Masato Matsuura , Yumi Catoire-Tomita, Asami Catoire-Tomita, Kahntalo Catoire-Tomita, Madame Urata, Toshiko Yasumoto, Shiho Kasahara , Kaori Bonté.

Montaggio: Myriam Copier

INTERVISTA con EVE CECCARELLI:

1)Riguardo al materiale iconografico, ha optato per il realismo e la fedeltà ai modelli di riferimento, oppure per una reinterpretazione più personale?

  • Comment avez-Vous repéré le matériel iconographique? Vous avez opté pour le réalisme et la fidélité aux modèles, ou bien pour une réinterprétation plus personnelle?

Il film è un’opera di fantasia che si ispira al drammatico incidente identificabile come l’”11/3 2011 di Fukushima“. Volevo evitare un approccio troppo documentaristico, e mi sono orientata verso personaggi semplici e stilizzati. Ho optato per uno stile grafico molto “arioso”, che dal mio punto di vista lascia lo spazio allo spettatore per immergersi nei luoghi e nel contesto.

Le film est une fiction inspirée de la situation après l’incident du “3/11” à Fukushima. Pour éviter un coté trop documentaire, je me orienté vers des personnages simples et stylisés. J’ai choisi un graphisme assez aéré, qui pour moi laisse la place aux spectateurs pour se projeter dans les lieux et la situation.

2)Proseguiamo parlando della costruzione del film…

  • Parlez nous de la construction du film…

Il film è strutturato in modo molto formale, e lo spettatore è posto quale osservatore delle scene di vita che si svolgono laggiù. E’ difficile comprendere ciò che hanno vissuto le vittime ma è possibile constatare cosa ne è delle loro vite attualmente. Il film è composto di 5 quadri e 4 transizioni, ogni quadro è un piano sequenza che illustra un tema. La natura che si riprende ciò che le spetta; la mutazione dell’ambiente che circonda i bambini, e le loro paure inconsce; i terreni agricoli contaminati, gli alloggi di emergenza ancora lì dopo 5 anni e infine le tracce della vita precedente, che non si può nè dimenticare nè riprendere.

Le film est lui même construit de manière très formelle où le spectateur est placé en observateur des scènes de vie qui se déroule là bas. Il est difficile de ressentir ce qu’ont vécu les victimes mais il est possible de constater ce qu’est leur vie maintenant. Le film est composé de 5 tableaux et 4 transitions, chaque “tableau” est un plan séquence illustrant une thématique. La nature qui reprend ses droits; l’environnement des enfants qui a changé et leurs peurs inconscientes, la terre agricole souillée, les habitations d’urgences encore là 5 ans après et pour finir les traces de la vie d’avant qu’on ne peut ni oublier ni reprendre.

3)Si ha l’impressione che conosca molto bene il Giappone, e anche la recitazione dei personaggi è gestita molto bene…

  • Il semble que Vous connaissiez très bien le Japon, même la récitation des personnages est très bien dirigée…

Certo, amo molto questo Paese e la sua cultura… e malgrado ciò non vi ho mai messo piede! Per “Fukushima 5 ans après” ho effettuato lunghe ricerche, cercato testimonianze sui blog, reperito reportage e fotografie giornalistiche, ma ho trascorso anche ore su google map “visitando” ogni strada di villaggi come Shirakawa e Minamisoma, esaminando centinaia di immagini che ne riportavano i minimi dettagli (dall’annaffiatoio alla bottiglia dell’acqua), e naturalmente ho studiato a fondo la vegetazione e la fauna che si trovano laggiù, e pure i rumori che si potrebbero udire! Tutto questo lavoro non è stato vano, poiché in molti pensano che il film sia stato realizzato da un(una) giapponese, rivolto a un pubblico giapponese, e ciò per me costituisce motivo di enorme gratificazione. Per quanto riguarda la direzione degli “attori”, abbiamo usato un procedimento ottimale, ed ero ben coadiuvata. Kengo Saito, una delle voci del film, era anche il referente per gli altri doppiatori riguardo agli accenti e alla pronuncia (che non potevo verificare, poiché non parlo il giapponese!). Per la regia, io avevo a disposizione il testo in francese con sotto la trascrizione fonetica in giapponese. Potevo dunque sapere sempre su quale dialogo stavamo lavorando e concentrarmi sull’espressività e sui toni delle risposte.

Haha, j’aime beaucoup ce pays et sa culture et pourtant je n’y ai jamais mis les pieds. Pour Fukushima 5 ans Après, tout vient de longues recherches, de témoignages via des blogs, des reportages, des photos de journalistes bien sûr mais aussi beaucoup d’heures sur google map à visiter chaque routes de villages tels que Shirakawa ou Minamisoma, des centaines de photos référençant chaque détails (de l’arosoir à la bouteille d’eau) et bien sûr, des heures d’études sur la végétation et les animaux qu’on y trouve et les bruits qu’on entend! Ces efforts n’ont pas été vains car beaucoup de gens pensent que le film à été fait par un(e) japonais(e), même pour des japonais, c’est pour moi quelque chose de très gratifiant.
Pour la direction des acteurs, nous avions un très bon système, j’étais bien entourée. Kengo Saito, un des acteurs du film, était aussi référent pour les autres acteurs sur les accents et la prononciation (ce que je ne peux pas vérifier car je ne parle pas japonais). Pour la direction, j’avais le texte en français et transcrit en dessous en japonais phonétiquement. Je pouvais donc toujours savoir sur quel dialogue on travaillait et me concentrer sur l’intention et le ton des répliques!

4)Nell’animazione ha qualche particolare modello di riferimento?

  • Dans l’animation avez Vous des modèles d’inspiration?

Da bambina sono stata immersa nell’animazione europea, americana e giapponese. Questo film per me è stato anche una sorta di omaggio all’animazione nipponica e ad alcuni autori quali Isao Takahata e al suo direttore artistico Kazuo Oga.

Enfant j’ai toujours été baignée dans l’animation européenne, américaine et japonaise. Ce film était aussi une sorte d’hommage à l’animation japonaise et certains réalisateurs comme Isao Takahata et son Directeur Artistique Kazuo Oga.

5)Pensa di continuare questo progetto in qualche altra forma?

  • Pensez-Vous de continuer ce projet dans quelques autre forme?

Temo purtroppo che questo film non avrà ulteriori sviluppi. Ho tentato di aggregarmi a una squadra in partenza per quei luoghi allo scopo di girarvi un documentario, ma la cosa non si è poi concretizzata.

Je crois que malheureusement ce film n’aura pas d’autres dérivé. J’ai essayé de rejoindre une équipe qui partait en tournage documentaire sur place mais cela ne se fera pas.

6)Può dirci qualcosa in più sullo stile e sulla tecnica utilizzata?

Pouvez Vous dire quelques chose en plus sur le style et la technique utilisée?

Il film è realizzato in animazione digitale su sfondi ad acquerello. I personaggi si staccano così dagli scenari e, malgrado ciò possa nuocere un poco all’armonia dei “quadri”, di contro mi ha permesso di rendere molto chiare le loro azioni e la loro posizione a livello visivo. Realizzare degli sfondi è qualcosa di assai inusuale per me, e sono stata molto contenta di dovermi costringere all’esercizio.

Le film est en animation numérique sur des décors en aquarelle. Les personnages se détachent ainsi du décors et bien que cela puisse casser quelque peu l’harmonie des “tableaux”, cela permet de rendre très clair leurs actions et leurs position à l’image. Faire des décors est quelque chose de très inhabituel pour moi et j’ai été ravie de devoir me plier à l’exercice.

7)Se è d’accordo, mi piacerebbe parlare anche del Suo ultimo progetto, “Dans ta face” (che potrebbe tradursi come “Dritto in faccia” o “Sul tuo muso”)

  • Si Tu es d’accord, J’aimerais parler aussi de Ton dernier projet, “Dans ta face”…

In effetti, attualmente sto lavorano sulla scrittura di una serie rivolta ad adolescenti e adulti, basata su una premessa molto semplice: se si è troppo colorati, troppo “gai”, troppo grassi o troppo “femminili” per sfuggire a questi ripetuti deprezzamenti stereotipati, perché non rispondergli? Per pura e semplice buona educazione, s’intende! Si tratta di una serie in animazione 2D dal formato molto ridotto: un solo minuto! I miei fantastici produttori ed io siamo alla ricerca di finaziamenti per poter lavorare all’episodio pilota.

En effet, je travaille actuellement sur un projet de série ado-adulte. Le concept est simple : si tu es trop noir, trop gay, trop gros ou trop en jupe pour échapper à ces remarque douteuses ou apostrophes répétitives, pourquoi ne pas y répondre ? Par pure politesse bien sûr !
C’est une série de format très court ! – 1minute – en 2D. Mes chers producteurs et moi sommes en recherche de financements pour travailler sur le pilote de la serie.

Nel momento in cui scriviamo è giunta la notizia che “Dans ta face” riceverà la “bourse Beaumarchais“, sussidio espressamente elargito per la sceneggiatura e la scrittura di un progetto, per cui un passettino in avanti verso la realizzazione del progetto di Eve è stato fatto.

Non vediamo l’ora di conoscere le prossime tappe del suo cammino: merci… et bonne chance, M.lle Ceccarelli!

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Poetica e incisiva come un haiku: l’animazione di Eve Ceccarelli
Poetique et incisive comme un haiku: l’animation d’Eve Ceccarelli
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E’ la volta …
Eric Rittatore
afnews.info